Sono Roberto Gualtieri

Sono nato a Roma, 55 anni fa.

A Roma sono cresciuto e mi sono formato, prima il liceo classico al Visconti e la laurea in Lettere e Filosofia alla Sapienza. Poi, dopo un dottorato in storia economica, Professore associato di Storia contemporanea, sempre alla Sapienza.
Accanto allo studio e alla ricerca non ho mai smesso di coltivare le passioni che mi accompagnano da una vita: la musica su tutte, e ancora oggi, appena posso, imbraccio la chitarra per suonare un pezzo di bossa nova.

Ho collaborato con diversi quotidiani e riviste, ho scritto libri e saggi di storia politica ed economica italiana e internazionale e sull’integrazione europea, e sono stato vicedirettore dell’Istituto Gramsci.

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La politica come ascolto

Ma la mia passione più grande è stata ed è la politica, da sempre a sinistra. Prima nella Lega degli Studenti Universitari della FGCI e nel PCI,fino ai Democratici di Sinistra e al Pd, di cui ho contribuito a scrivere il Manifesto fondativo.
Un percorso grazie al quale ho rafforzato una convinzione che mi accompagna da sempre, e cioè che la politica è, soprattutto, lavorare con serietà per migliorare la condizione di vita delle persone, a partire da chi è più in difficoltà.

La politica che amo non è quella che appare, ma quella che ascolta.

L’esperienza a Bruxelles

Nel 2009 sono diventato europarlamentare e ho lavorato intensamente per un’Europa più unita, giusta e solidale. Ho fatto parte del team negoziale sulla Brexit, e ho presieduto la commissione per gli Affari economici, battendomi per superare l’austerity e per sostenere lo sviluppo e il lavoro. L’esperienza a Bruxelles mi ha anche consentito di toccare con mano il crescente divario tra Roma e le altre Capitali europee ma anche le straordinarie potenzialità della nostra città.

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La sfida da ministro dell’Economia, in pieno COVID

Nel settembre del 2019 è arrivata la sfida più impegnativa, con la nomina a ministro dell’Economia nel governo Conte II. Superato il primo scoglio, con una legge di bilancio che ha evitato l’aumento dell’Iva ma ha anche aumentato i salari con il taglio del cuneo fiscale e ha incrementato i finanziamenti per la sanità, è arrivato il Covid. Sono stati mesi drammatici per la storia del Paese, durante i quali ci siamo trovati a gestire la più grave crisi sanitaria ed economica che il mondo abbia mai conosciuto. Mi sono impegnato con tutte le energie di cui disponevo per sostenere i lavoratori, le famiglie e le imprese, e sono orgoglioso del fatto che tutti gli osservatori internazionali hanno riconosciuto che siamo riusciti ad attenuare l’impatto economico e sociale della pandemia, salvando posti di lavoro e fornendo un aiuto concreto ai cittadini più in difficoltà.
E poi il risultato più importante ottenuto dal nostro governo: il lungo negoziato in Europa che ha portato al varo del Recovery Plan e all’assegnazione all’Italia di quei 209 miliardi grazie ai quali oggi, insieme, possiamo far ripartire il Paese.

Roma, una scelta di vita

Ma l’Italia riparte solo se riparte la sua Capitale. Ecco perché ho deciso di impegnarmi per il riscatto e il rilancio della città che amo: Roma.

Non la semplice tappa di un percorso, ma una scelta di vita.

Roma merita un Sindaco che le restituisca visione, centralità, orgoglio, buon governo. Un punto di riferimento che riesca a ridurre le distanze e riallacciare i fili di una città dove oggi è difficile vivere e in cui troppo spesso prevalgono la solitudine e l’abbandono, dal centro alle periferie.

Soluzioni concrete, speranza nel futuro e coinvolgimento di tutti i romani in un progetto comune, il “progetto Roma”. Ecco il sindaco che voglio essere.

Perché il cuore di Roma deve tornare a battere. E tocca a noi, insieme, riuscirci.

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